Ecotassa e Ecobonus 2026: tutto quello che devi sapere sugli incentivi
Aggiornato: Aprile 2026
Se stai pensando di comprare un'auto nuova nel 2026, lo Stato mette a disposizione incentivi che possono coprire una parte significativa del prezzo. Ma funzionano in modo preciso: ci sono fasce di emissioni, requisiti di reddito, fondi limitati e una piattaforma online su cui prenotare il contributo prima che finisca. Questa guida ti spiega come funziona tutto, senza complicazioni.
In breve
L'Ecobonus è un contributo statale per chi acquista un'auto nuova con basse emissioni di CO₂: vale fino a 13.750 euro per le elettriche con rottamazione e ISEE basso. L'Ecotassa è invece una penale da pagare al momento dell'immatricolazione di un'auto nuova molto inquinante: scatta sopra i 161 g/km di CO₂ e arriva fino a 2.500 euro. I fondi Ecobonus sono limitati e si esauriscono: chi prima arriva, prima prenota.
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Incentivi auto 2026: ecobonus, rottamazione e novitàIl funzionamento dell'Ecobonus auto nel 2026
L'Ecobonus auto è un contributo statale riconosciuto al momento dell'acquisto di un veicolo nuovo con basse emissioni di CO₂. Non si tratta di un rimborso da richiedere dopo: il concessionario scala direttamente l'importo dal prezzo di vendita, dopo aver prenotato il contributo sulla piattaforma gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).
I fondi vengono stanziati annualmente e suddivisi per fasce di emissioni. Quando i fondi di una fascia si esauriscono, le prenotazioni per quella categoria si chiudono: non è possibile accedere all'incentivo anche se si acquista l'auto lo stesso giorno. Per questo motivo è fondamentale monitorare lo stato dei fondi prima di finalizzare l'acquisto.
Il concessionario è il soggetto che effettua la prenotazione sulla piattaforma incentivi.gov.it. L'acquirente deve solo essere in regola con i requisiti richiesti e fornire tutta la documentazione necessaria al momento della firma del contratto.
Requisiti, scadenze e fondi del Mimit
Gli sconti con la rottamazione dei veicoli inquinanti
Uno degli elementi che aumenta maggiormente l'importo dell'incentivo è la rottamazione contestuale di un vecchio veicolo inquinante. Chi consegna per la demolizione un'auto di proprietà (o del coniuge o di un familiare convivente) immatricolata come Euro 0, 1, 2 o 3 accede a un contributo più alto rispetto a chi acquista senza rottamazione.
Il veicolo da rottamare deve essere intestato da almeno dodici mesi allo stesso acquirente o a un familiare convivente. Non è sufficiente avere un'auto Euro 3 in garage: la rottamazione deve avvenire contemporaneamente all'acquisto e il concessionario gestisce l'intero processo, dalla radiazione alla consegna al demolitore.
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Per le auto a zero emissioni (elettriche pure), il sistema prevede un livello aggiuntivo di incentivo per le famiglie con ISEE inferiore a 30.000 euro. Chi rientra in questa fascia di reddito e rottama un veicolo Euro 0, 1 o 2 può accedere al contributo massimo disponibile, che può superare i diecimila euro.
L'ISEE deve essere in corso di validità al momento della prenotazione e va dichiarato al concessionario, che lo verifica tramite la banca dati INPS. Non è ammessa l'autocertificazione: serve il documento ufficiale. Chi non ha ancora rinnovato l'ISEE deve farlo prima di andare in concessionaria.
Fasce di emissioni CO₂ e modelli ammessi
Incentivi per auto elettriche e ibride plug-in
La fascia con i contributi più alti riguarda le auto con emissioni tra zero e venti grammi per chilometro di CO₂, che corrispondono essenzialmente alle auto elettriche pure. L'incentivo base senza rottamazione è di tremila euro; sale a cinquemila con rottamazione di un Euro 3 o precedente e raggiunge il massimo per chi rottama un Euro 0, 1 o 2 con ISEE basso.
Le ibride plug-in, con emissioni tra ventuno e sessanta grammi per chilometro, accedono a una fascia separata con contributi inferiori ma comunque significativi. L'incentivo base senza rottamazione è di duemila euro; con rottamazione di un veicolo Euro 0–3 sale fino a quattromila euro. Non è previsto il bonus aggiuntivo per ISEE basso in questa fascia.
Per entrambe le categorie esiste un tetto al prezzo dell'auto: i modelli con prezzo superiore a trentacinquemila euro (IVA esclusa) per le elettriche e a quarantacinquemila euro per le plug-in non rientrano nell'incentivo. Questo esclude la maggior parte dei SUV premium e delle berlina di lusso.
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| Fascia CO₂ (g/km) | Senza rottamazione | Con rottamazione Euro 0–3 | Con rottamazione + ISEE < 30.000 € |
|---|---|---|---|
| 0–20 g/km (elettrica) | 3.000 € | 5.000 € | fino a 13.750 € |
| 21–60 g/km (plug-in ibrida) | 2.000 € | 4.000 € | non previsto |
| 61–135 g/km (mild hybrid, benzina) | non previsto | 2.000 € | non previsto |
Valori indicativi basati sulla normativa in vigore. Gli importi esatti e la disponibilità dei fondi vanno verificati su incentivi.gov.it prima dell'acquisto.
Ecotassa 2026: chi deve pagarla e quanto costa
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L'Ecotassa è una tassa aggiuntiva dovuta al momento dell'immatricolazione di un'auto nuova con emissioni superiori a centosessantuno grammi per chilometro di CO₂. Non va confusa con il bollo auto: si paga una volta sola, all'acquisto, ed è a carico dell'acquirente anche se spesso viene incorporata nel prezzo dal concessionario.
| Emissioni CO₂ (g/km) | Ecotassa dovuta |
|---|---|
| 0–160 g/km | nessuna |
| 161–175 g/km | 1.100 € |
| 176–200 g/km | 1.600 € |
| 201–250 g/km | 2.000 € |
| Oltre 250 g/km | 2.500 € |
L'Ecotassa si applica alle sole auto nuove immatricolate in Italia. Il dato CO₂ di riferimento è quello del ciclo WLTP riportato sul certificato di conformità del veicolo.
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L'Ecotassa si applica esclusivamente alle auto nuove, al momento della prima immatricolazione in Italia. Le auto usate, anche quelle molto inquinanti, non sono soggette a questa imposta al momento della compravendita tra privati o del passaggio di proprietà.
Chi acquista un'auto usata con emissioni elevate non deve versare alcuna Ecotassa, indipendentemente dall'anno di immatricolazione o dalla classe Euro del veicolo. L'unica spesa aggiuntiva rispetto al bollo ordinario riguarda le eventuali restrizioni alla circolazione nelle zone a traffico limitato delle città, che possono applicarsi ai veicoli più inquinanti.
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Contributi per l'installazione di ricariche domestiche
Chi acquista un'auto elettrica nuova con l'Ecobonus può accedere anche a un contributo aggiuntivo per l'installazione di una wallbox domestica, ossia una colonnina di ricarica da installare in garage o parcheggio privato. Il contributo copre una parte dei costi di acquisto e installazione del dispositivo.
Il bonus colonnine è di solito abbinato all'acquisto dell'auto: va richiesto contestualmente e non è disponibile per chi installa la wallbox senza comprare un veicolo elettrico nuovo. L'importo massimo copre tipicamente fino a millecinquecento euro tra costo del dispositivo e manodopera.
Il requisito fondamentale è che il punto di ricarica venga installato presso la residenza o il domicilio dell'acquirente. Non è ammissibile per immobili a uso diverso dall'abitativo o per spazi condominiali senza specifica delibera assembleare.
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Il sistema di incentivi non riguarda solo le auto. Anche moto e scooter elettrici di categoria L (ciclomotori, moto leggere e moto di cilindrata superiore) possono beneficiare di un contributo statale. L'importo varia in base alla categoria del veicolo e alla presenza o meno di rottamazione contestuale.
Per gli scooter elettrici di piccola cilindrata l'incentivo si aggira tra i cinquecento e i mille euro, mentre per le moto di categoria superiore può arrivare a tremila euro con rottamazione. Anche in questo caso i fondi sono limitati e la prenotazione avviene tramite la piattaforma del Mimit.
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La procedura è completamente gestita dal concessionario: l'acquirente non deve accedere autonomamente alla piattaforma né inviare domande. Il processo si svolge in pochi passaggi. Prima di tutto bisogna scegliere il modello di auto che rientra nelle fasce ammesse e concordare con il concessionario l'intenzione di accedere all'incentivo.
Il concessionario verifica la disponibilità dei fondi per quella fascia di emissioni, effettua la prenotazione del contributo sulla piattaforma Mimit e, una volta confermata la disponibilità, procede con la firma del contratto di acquisto. Il contributo viene scalato direttamente dal prezzo finale: l'acquirente paga il prezzo ridotto dell'incentivo.
Dopo la consegna del veicolo, il concessionario carica la documentazione sulla piattaforma e riceve il rimborso dallo Stato. L'acquirente non deve fare nulla di aggiuntivo: l'unica responsabilità è quella di fornire tutta la documentazione richiesta in anticipo, compreso l'ISEE se si punta al contributo massimo.
In sintesi: come richiedere l'Ecobonus
- • Scegli un modello nelle fasce ammesse (0–20 o 21–60 g/km CO₂)
- • Verifica la disponibilità dei fondi su incentivi.gov.it (aggiornata in tempo reale)
- • Prepara la documentazione: ISEE se richiesto, libretto del veicolo da rottamare
- • Il concessionario prenota il contributo e lo scala dal prezzo
- • Firma il contratto solo dopo la conferma della prenotazione andata a buon fine
Domande frequenti
Quando scade l'Ecobonus auto nel 2026?
L'Ecobonus non ha una scadenza di calendario fissa: si esaurisce quando i fondi stanziati per ogni fascia di emissioni si azzerano. I fondi possono finire in pochi giorni dopo l'apertura della piattaforma, oppure durare mesi a seconda della domanda. È possibile monitorare lo stato in tempo reale su incentivi.gov.it. Quando i fondi si esauriscono, le prenotazioni per quella fascia si chiudono automaticamente.
Chi ha diritto all'Ecobonus 2026 per l'acquisto di un'auto?
Hanno diritto all'Ecobonus le persone fisiche residenti in Italia che acquistano un'auto nuova rientrante nelle fasce di emissioni ammesse e con prezzo entro i tetti previsti. Le persone giuridiche (aziende) possono accedere a fasce specifiche, di solito con importi più ridotti. Non è richiesta una situazione reddituale particolare, salvo per il livello massimo di incentivo per le elettriche che richiede ISEE inferiore a trentamila euro.
Quali auto pagano l'Ecotassa nel 2026?
L'Ecotassa si applica alle auto nuove immatricolate con emissioni CO₂ superiori a centosessantuno grammi per chilometro. L'importo va da millecentouno euro (fascia 161–175 g/km) a duemilacinquecento euro (oltre 250 g/km). Non riguarda le auto usate, indipendentemente dalle loro emissioni.
A quanto ammonta l'incentivo per le auto elettriche nel 2026?
Per le auto con emissioni tra zero e venti grammi per chilometro (elettriche pure), l'incentivo va da tremila euro senza rottamazione fino a un massimo di circa tredici-quattordicimila euro con rottamazione di un Euro 0–2 e ISEE inferiore a trentamila euro. Il contributo esatto dipende dalla combinazione di questi fattori e dalla disponibilità dei fondi al momento della prenotazione.
C'è ancora il bonus per l'installazione di colonnine domestiche?
Sì, il bonus per la wallbox domestica è previsto per chi acquista contemporaneamente un'auto elettrica con l'Ecobonus. L'importo copre fino a millecinquecento euro tra costo del dispositivo e installazione. La richiesta va effettuata tramite il concessionario al momento dell'acquisto, non è possibile richiederlo separatamente in un secondo momento.
In conclusione
L'Ecobonus conviene soprattutto chi compra un'auto elettrica con rottamazione di un vecchio Euro 0–2: il risparmio può superare i diecimila euro. L'Ecotassa, al contrario, penalizza chi acquista un'auto nuova molto inquinante. Prima di acquistare, controlla sempre lo stato dei fondi su incentivi.gov.it e prepara l'ISEE se punti al contributo massimo.
