Aziendale

Fringe benefit auto 2026: guida alla tassazione per dipendenti e aziende

Aggiornato: Aprile 2026

L'auto aziendale è uno dei benefit più apprezzati dai dipendenti — ma anche uno dei più fraintesi. Il valore dell'auto concessa in uso promiscuo entra nel reddito imponibile del lavoratore, con un impatto diretto sulla busta paga. Per le aziende, invece, ci sono deduzioni e opportunità fiscali che spesso non vengono sfruttate al massimo. Nel 2026 le regole sono cambiate: nuove percentuali di tassazione legate alle emissioni di CO₂ e soglie di esenzione più alte.

In breve

Il fringe benefit auto è il valore tassabile dell'auto aziendale concessa in uso promiscuo (lavoro e privato). Si calcola moltiplicando la tariffa ACI per quindici chilometri convenzionali e poi applicando una percentuale che dipende dalle emissioni di CO₂: dal dieci percento per le elettriche all'ottanta percento per le auto più inquinanti. La soglia di esenzione nel 2026 è di mille euro per tutti i dipendenti, duemila per chi ha figli a carico.

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Le soglie di esenzione nella legge di bilancio

La Legge di Bilancio ha innalzato in modo permanente la soglia di esenzione del fringe benefit rispetto al valore storico di duecentocinquantotto euro. Nel 2026 la soglia generale è di mille euro per tutti i dipendenti: i benefit con valore complessivo annuo fino a quella cifra non concorrono a formare il reddito imponibile e non vengono tassati.

Per i dipendenti con figli fiscalmente a carico la soglia sale a duemila euro. Il lavoratore deve dichiarare per iscritto al datore di lavoro di avere figli a carico e comunicare il codice fiscale di ciascuno. In mancanza di questa autocertificazione, il datore di lavoro applica la soglia ordinaria da mille euro.

È importante ricordare che le soglie si riferiscono al totale dei benefit ricevuti nell'anno, non al solo benefit auto. Se il dipendente riceve anche altri benefit, come i buoni pasto che superano i limiti o i rimborsi spese casa, questi vanno sommati al valore del fringe benefit auto per verificare il superamento della soglia.

Le nuove aliquote IRPEF in busta paga

Nel 2026 l'IRPEF si articola su tre scaglioni: il ventitré percento sui redditi fino a ventottomila euro, il trentacinque percento dai ventottomila ai cinquantamila euro e il quarantatré percento oltre i cinquantamila euro. Il fringe benefit auto, una volta superata la soglia di esenzione, si aggiunge al reddito imponibile del dipendente e viene tassato secondo lo scaglione in cui ricade.

Il risultato concreto è che il costo fiscale del benefit varia sensibilmente a seconda del livello retributivo del lavoratore. Un dipendente con reddito basso subisce un impatto più contenuto; un dirigente nello scaglione più alto paga quasi la metà del valore del benefit in imposte aggiuntive. Questo elemento è determinante per valutare se l'auto aziendale conviene davvero al singolo lavoratore.

Come funziona il calcolo del fringe benefit

Le tabelle ACI 2026 e i coefficienti chilometrici

Il valore del fringe benefit auto non si calcola sul prezzo dell'auto né sul canone di noleggio effettivo. Si usa una tariffa convenzionale pubblicata ogni anno dall'ACI, in accordo con il Ministero dell'Economia, che indica il costo chilometrico di riferimento per ogni modello di vettura. Questo valore comprende carburante, manutenzione, assicurazione e ammortamento.

Il primo passaggio del calcolo è moltiplicare la tariffa ACI per quindicimila chilometri convenzionali, la percorrenza annua fissata per legge indipendentemente da quelli realmente percorsi. Il risultato è il costo chilometrico annuo teorico per quella specifica vettura.

Le tabelle ACI vengono pubblicate sul sito ufficiale dell'Automovile Club d'Italia e sul portale del Ministero dell'Economia verso la fine di ogni anno per l'anno successivo. La ricerca avviene per marca e modello: è necessario identificare la versione esatta dell'auto in dotazione al dipendente.

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Le percentuali di tassazione in base alle emissioni CO₂

La riforma più rilevante degli ultimi anni riguarda le percentuali di tassazione da applicare al costo chilometrico teorico. Il sistema precedente prevedeva aliquote uniformi basse per tutte le vetture. Il nuovo sistema premia le auto con basse emissioni e penalizza quelle più inquinanti, in coerenza con gli obiettivi di transizione ecologica.

Emissioni CO₂ (g/km)TipologiaPercentuale tassabile
0 g/kmElettrica pura10%
1–60 g/kmIbrida plug-in20%
61–160 g/kmIbrida mild, benzina, diesel efficienti50%
161–190 g/kmBenzina e diesel ad alte emissioni60%
Oltre 190 g/kmSUV e auto più inquinanti80%

Percentuali in vigore per le auto concesse in uso promiscuo a dipendenti. Il valore delle emissioni è quello indicato nel libretto di circolazione (ciclo WLTP).

Un esempio pratico di calcolo del benefit

Supponiamo che un dipendente riceva in uso promiscuo una berlina a benzina con emissioni di centoventi grammi per chilometro. La tariffa ACI per quell'auto è di circa trentotto centesimi per chilometro. Il calcolo del fringe benefit annuo si svolge in tre passaggi.

Primo: si moltiplica la tariffa ACI per i quindicimila chilometri convenzionali. Nel nostro esempio: trecentottanta euro per chilometro al giorno, ovvero circa cinquemila settecento euro annui di costo chilometrico teorico. Secondo: si applica la percentuale CO₂, in questo caso il cinquanta percento, ottenendo un fringe benefit imponibile di circa duemila ottocento euro annui.

Terzo: si verifica se il valore supera la soglia di esenzione (mille euro). In questo caso la supera, quindi i duemila ottocento euro si sommano al reddito imponibile del dipendente. Se il lavoratore è nel primo scaglione IRPEF (ventitré percento), il maggior costo in busta paga è di circa seicentoquarantaquattro euro l'anno, poco più di cinquanta euro al mese.

Tassazione per tipologia di alimentazione

Le agevolazioni per le auto elettriche e ibride plug-in

Le auto elettriche godono della percentuale più bassa in assoluto: solo il dieci percento del costo chilometrico ACI entra nel reddito imponibile del dipendente. Su una berlina elettrica con tariffa ACI di circa cinquecento euro per quindicimila chilometri, il fringe benefit imponibile è di soli cinquanta euro, ampiamente sotto la soglia di esenzione. In pratica, per la maggior parte delle auto elettriche aziendali il dipendente non paga IRPEF aggiuntiva sul benefit.

Le ibride plug-in (con emissioni fino a sessanta grammi per chilometro) beneficiano della percentuale del venti percento. Il risparmio fiscale rispetto a un'auto diesel equivalente è molto significativo: a parità di auto, un'ibrida plug-in genera un fringe benefit imponibile quattro volte più basso rispetto a una berlina con emissioni superiori a centonovanta grammi per chilometro.

Questo vantaggio fiscale è diventato uno degli argomenti principali nella scelta delle flotte aziendali. Molte imprese stanno aggiornando le proprie car policy privilegiando auto elettriche e ibride plug-in, sia per ridurre il carico fiscale sui dipendenti sia per beneficiare degli incentivi all'acquisto ancora disponibili.

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Il regime fiscale per le auto diesel e benzina

Le auto a benzina e diesel tradizionali subiscono percentuali di tassazione sensibilmente più elevate. Un'auto con emissioni tra sessantuno e centosessanta grammi per chilometro, che comprende la gran parte delle berline e dei SUV compatti in commercio, è soggetta al cinquanta percento. Già per emissioni tra centosessantuno e centonovanta grammi si sale al sessanta percento.

Le auto più grandi e potenti, come SUV premium, fuoristrada e berline di lusso, con emissioni oltre centonovanta grammi per chilometro scontano l'ottanta percento del costo chilometrico ACI. Per un'auto da rappresentanza di fascia alta, il fringe benefit imponibile può superare i quindicimila euro annui, con un impatto sulla busta paga del dipendente molto rilevante.

Questo squilibrio fiscale sta spingendo molte aziende a rivedere le proprie car policy, introducendo un tetto alle emissioni CO₂ ammesse nelle categorie più alte e indirizzando i manager verso modelli elettrici o ibridi plug-in anche nei segmenti premium.

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L'impatto del benefit sulla busta paga del dipendente

Il fringe benefit auto viene assoggettato a contribuzione previdenziale oltre che all'IRPEF. Questo significa che il costo effettivo per il dipendente è leggermente superiore alla sola imposta sul reddito: alla trattenuta IRPEF si aggiungono i contributi a carico del lavoratore (attorno al nove percento per la maggior parte dei contratti di lavoro dipendente).

In concreto, il dipendente non vede una riduzione dello stipendio netto pari al valore pieno del benefit: il datore di lavoro effettua le trattenute in busta paga direttamente sulla quota imponibile del fringe benefit, ma il lavoratore mantiene l'uso del veicolo anche nei weekend e nelle ferie. L'auto aziendale resta uno dei benefit più convenienti nel panorama del welfare aziendale italiano.

Per il dipendente con un'auto elettrica o ibrida plug-in la situazione è ancora più favorevole: il fringe benefit imponibile è così basso che spesso ricade interamente sotto la soglia di esenzione da mille euro, azzerando il costo fiscale del benefit.

Il rimborso chilometrico e i costi per l'azienda

Quando il dipendente usa il proprio veicolo per trasferte lavorative — invece di avere un'auto aziendale — l'azienda può rimborsargli le spese tramite il rimborso chilometrico. Il rimborso avviene in base alle tabelle ACI: la quota rimborsata entro i limiti ACI è esente da IRPEF e contributi per il lavoratore ed è deducibile per l'azienda.

Il costo del carburante è uno dei fattori che influisce maggiormente sulla convenienza del rimborso chilometrico rispetto alla concessione di un'auto aziendale. Per trasferte frequenti e lunghe percorrenze, l'auto aziendale con benefit telematico risulta spesso la scelta più economica sia per il dipendente sia per l'azienda.

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In sintesi fino a qui

  • • Soglia di esenzione: 1.000 € per tutti, 2.000 € con figli a carico
  • • Calcolo: tariffa ACI × 15.000 km × percentuale CO₂
  • • Auto elettrica: solo il 10% è imponibile, spesso sotto la soglia di esenzione
  • • Auto diesel/benzina alta emissione: fino all'80% è imponibile
  • • Il benefit si somma agli altri benefit annui per verificare il superamento della soglia

Vantaggi fiscali per le imprese

La detraibilità dell'IVA sulle auto aziendali

Per le aziende, il trattamento dell'IVA sull'auto aziendale dipende dall'utilizzo del veicolo. In caso di uso esclusivamente aziendale (dimostrabile documentalmente), l'IVA è detraibile al cento percento. È una situazione rara nella pratica, perché implica che il veicolo non venga mai usato per scopi personali.

Nel caso più comune dell'uso promiscuo, quello dell'auto concessa al dipendente, l'IVA è detraibile al quaranta percento. Per gli agenti e rappresentanti di commercio la normativa è più favorevole: essendo l'auto strumento di lavoro per antonomasia, l'IVA è detraibile al cento percento nel limite di un veicolo per addetto.

L'IVA detraibile si applica all'acquisto del veicolo, alle spese di manutenzione, al carburante e a tutte le spese correlate all'auto. È necessario conservare tutta la documentazione di spesa e indicare correttamente la detraibilità in dichiarazione IVA.

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La deducibilità dei costi del noleggio a lungo termine

Molte aziende preferiscono il noleggio a lungo termine all'acquisto diretto, anche per la gestione del fringe benefit. Il canone mensile del NLT è interamente deducibile al settanta percento per le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti, percentuale sensibilmente più favorevole rispetto al venti percento previsto per le auto aziendali non assegnate a dipendenti.

Questo trattamento fiscale rende il noleggio a lungo termine la soluzione preferita per le flotte aziendali di medie e grandi dimensioni. Il vantaggio è doppio: la deducibilità elevata del canone per l'azienda e la possibilità per il dipendente di avere un'auto sempre aggiornata e coperta da tutti i servizi, riducendo le preoccupazioni legate ai costi di gestione.

Nel caso del leasing operativo, il trattamento è analogo al noleggio. Per il leasing finanziario, invece, si applicano regole diverse legate all'ammortamento del bene e ai limiti di deducibilità delle rate.

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L'integrazione dell'auto nel welfare aziendale

L'auto aziendale può essere inserita in un piano di welfare aziendale strutturato, dove il dipendente sceglie tra diversi benefit alternativi (buoni spesa, assistenza sanitaria, auto, borse di studio per i figli) fino a un tetto massimo di valore. In questo contesto, il benefit auto si integra con gli altri strumenti e deve essere gestito con attenzione per non superare le soglie di esenzione.

Per le aziende con piani di welfare strutturati, l'auto elettrica è diventata la scelta preferita: il bassissimo fringe benefit imponibile permette di offrire un benefit di valore elevato per il dipendente senza che questo generi un costo fiscale rilevante. Il risparmio è concreto per entrambe le parti.

La gestione amministrativa del fringe benefit richiede attenzione: le trattenute devono essere effettuate mensilmente, la comunicazione al dipendente deve essere chiara e il valore del benefit va indicato correttamente nel modello 730 e nel CU (Certificazione Unica) a fine anno.

Domande frequenti

Come si calcola il fringe benefit auto nel 2026?

Il calcolo segue tre passaggi: si individua la tariffa chilometrica ACI per il modello assegnato, la si moltiplica per quindicimila chilometri convenzionali e si applica la percentuale CO₂ (dal dieci all'ottanta percento). Il risultato è il valore imponibile. Se supera mille euro (duemila con figli a carico), entra nel reddito del dipendente e viene tassato secondo lo scaglione IRPEF.

Dove si trovano le tabelle ACI 2026 per il calcolo?

Le tabelle ACI vengono pubblicate ogni anno sul sito ufficiale dell'Automobile Club d'Italia e nella Gazzetta Ufficiale, di solito entro dicembre per l'anno successivo. La ricerca avviene per marca, modello e allestimento esatto. Lo stesso portale ACI fornisce anche le tariffe per il rimborso chilometrico, che seguono una logica analoga.

Cosa cambia per le auto elettriche in fringe benefit?

Per le auto elettriche la percentuale di tassazione è solo il dieci percento del costo chilometrico ACI. Nella pratica, per la quasi totalità dei modelli elettrici il fringe benefit imponibile risulta inferiore alla soglia di esenzione da mille euro: zero IRPEF aggiuntiva in busta paga per il dipendente. È il vantaggio fiscale più rilevante delle flotte elettriche aziendali nel 2026.

Qual è la soglia esentasse per i benefit nel 2026?

La soglia di esenzione è di mille euro per tutti i dipendenti, elevata a duemila euro per chi ha figli fiscalmente a carico. Riguarda il valore complessivo di tutti i benefit ricevuti nell'anno, non solo il benefit auto. Il dipendente deve comunicare per iscritto al datore di lavoro la presenza di figli a carico per accedere alla soglia più alta.

Come viene tassata l'auto a uso promiscuo nel 2026?

L'auto a uso promiscuo genera un fringe benefit calcolato con le tabelle ACI e la percentuale CO₂. La quota che supera la soglia di esenzione si aggiunge al reddito imponibile del dipendente e viene tassata con l'aliquota IRPEF del suo scaglione (ventitré, trentacinque o quarantatré percento). Per l'azienda, i costi dell'auto a uso promiscuo assegnata a un dipendente sono deducibili al settanta percento.

In conclusione

Nel 2026 il fringe benefit auto conviene soprattutto con veicoli elettrici e ibridi plug-in: la percentuale del dieci o venti percento rende il benefit spesso esente da tassazione. Per le auto benzina e diesel ad alte emissioni il costo fiscale è invece molto rilevante. Prima di assegnare un'auto aziendale, azienda e dipendente dovrebbero sempre calcolare l'impatto effettivo in busta paga scegliendo il modello più efficiente dal punto di vista fiscale.